Piove piove… Chocolate brownie

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Siamo sopravvissuti a Ophelia, è arrivato Brian e siamo sopravvissuti pure a lui. In questi tempi moderni danno nomi a quattro gocce d’acqua. Questo uic end rimaniamo tranquilli e contenti e caldi in casa, il prossimo fine settimana c’è il Cork Jazz Festival per cui ci riposiamo in preparazione a tanta musica dal vivo.

E mentre al corso ci siamo cimentati con la crema pasticcera e le torte di pasta frolla con frutta fresca, a casa oggi ho preparato il brownie classico. Non avendo mai avuto amanti del cioccolato in casa, ben poche volte ho provato a fare questo dolce. Mi sorprendo della quantità di ricette cioccolatose che sto preparando nell’ultimo periodo 🙂

In ogni caso, ecco a voi questa facilissima ricetta, dai nostri amici  della Hummingbird Bakery.

Brownie al cioccolato

Ingredienti

200 g di cioccolato fondente, tagliato grossolanamente
175 g di burro
325 g di zucchero 
130 g di farina
3 uova
zucchero a velo per decorare

Accendiamo il forno a 170 gradi.
Iniziamo sciogliendo il burro e il cioccolato a bagno maria.

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Una volta che entrambi sono sciolti togliamo il composto dal fuoco, aggiungiamo lo zucchero e mescoliamo bene. Aggiungiamo la farina, e nuovamente, mescoliamo bene. Infine aggiungiamo le uova e indovinate! Si, mescoliamo bene 😀

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Ora, versiamo il composto in una teglia (quella per fare le lasagne va benone, l’importante é che sia di circa 30 x 20 cm e inforniamo per 30-35 minuti o fino a quando all’inserire uno stuzzicadenti questo esce pulito e asciutto. L’importante è non cuocere troppo i nostri brownie, dal momento che li vogliamo belli intensi e morbidi… I brownie devono sempre essere al dente, mi raccomando!
Buon inizio settimana a tutti ❤

 


Ophelia. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Banana Caramel Cream Pie

ophi.PNGMentre osservo dalla finestra Ophelia (l’uragano/tempesta) passare su Cork (ci hanno lasciato a casa oggi, c’era una bella arietta!), rifletto sulla prima torta che ho mai fatto e che definitivamente non mi e’ piaciuta. Ho comprato qualche giorno un bellissimo libro di Dan Lepard, il signore dei pani. Tra le altre cose, scrive per The Guardian e questa e’ una raccolta delle ricette descritte nel suo spazio sul quotidiano inglese.
Ho provato ad apportare la modifica da lui indicata e devo dire che il risultato non mi ha per nulla soddisfatto. Sara’ che la torta era troppo bananosa per me, o che le cose al cioccolato non sono le mie preferite, o che tiepida non era il massimo, o che forse non le ho dedicato le attenzioni necessarie. Sta di fatto che il risultato non mi ha lasciata per niente contenta.

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L’autunno è arrivato. Cinnamon Rolls

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L’inizio della terza settimana di corso al CIT sta arrivando. Fino a questo momento, il bilancio è più che positivo 🙂
La prof è bella tosta, ma simpatica, ci fa lavorare tanto e a volte ci perdiamo, ma niente di diverso da qualunque altra lezione durante la quale, a volte, ti trovi a bisbigliare al vicino: “Sai cosa dobbiamo fare adesso?” solo per ricevere uno sguardo a metà tra il panico e la perplessità coronato da una scrollata di spalle.
Ogni giovedì quindi porto a casa il ben di dio che riusciamo a preparare in quattro ore e a volte, non contenta, mi  metto a sfornare per conto mio. Niente di complicato come i croissants che abbiamo preparato durante l’ultima lezione, i Cinnamon Roll sono forse uno dei dolci che preferisco in assoluto. Sono perfetti per queste prime giornate di grigio autunno, appena sfornati e con una spennellata di glassa.
Partiamo con la ricetta quindi!!

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Portugal, the gastronomic experience (ENGLISH) – 1

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Last week I wasn’t here so I couldn’t post anything. Where was I, you ask? In Portugal, my dears!
If you know me, you know how much I love this country. I discovered it living in Spain, when with a couple of friends we went to Sagres for a camping trip (first and last of my life). The beauty of the country struck me back then. That, and its amazing and incredibly underrated gastronomy.

Back to last week. The official excuse for my trip was a visit to my friend Marisa, who lives near Aveiro. The unofficial reason was that of showing Sergeant Lunch Porto and to eat like there was going to be no tomorrow. All the abovementioned objectives were completed with flying colours and what follows is a recollection of our gastronomic experience.

Please be advised, you won’t find here many touristic tips, just a description of what we ate, and my impression of that. Also, this first part will be much more predictable. Porto is lovely but hopefully, by now, their gastronomic treasures are well known. 🙂

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